Scheda archeologica Fornace Malvecchiaia

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La fornace per laterizi di Malvecchiaia

Il ritrovamento: individuata su segnalazione del Gruppo Archeologico “Isidoro Falchi, vicino a Marti, in un uliveto di proprietà privata, è stata indagata stratigraficamente da Antonio Alberti coadiuvato dallo stesso Gruppo Archeologico nel 2000.

La struttura: la fornace è costruita all’interno di uno spazio quadrangolare scavato nell’affioramento naturale di tipo tufaceo; i perimetrali della camera sono costituiti da mattoni a crudo appoggiati alla parete tufacea, regolarizzati sulla superficie da una probabile lisciatura, che il successivo uso del forno ha cotto e reso omogenea. Almeno al livello della rasatura della struttura, tra la parete in laterizi e la parete naturale si documenta uno spesso strato di argilla grigia, lungo i perimetrali ovest e sud, che evidentemente era stata utilizzata come isolante per la porzione fuori terra della struttura stessa.

Le misure: della struttura si è conservata parte della camera di combustione, per un alzato di circa 100 cm.
La camera scavata misura 300 cm di larghezza e 270 cm di lunghezza ed risulta composta da un doppio prefurnio, conservato per una lunghezza di 110 cm, che doveva essere voltato, come testimonia l’attacco della volta sul prefurnio sud; l’interno è spartito in due corridoi larghi tra 60 e 70 cm, con al centro un piano rialzato largo 90 cm, costituito da un filare di mattoni ben evidente e da una porzione in argilla cotta.

La datazione: lo scavo non ha restituito alcun materiale datante, se non un frammento di contenitore ceramico acromo che non concorre all’attribuzione cronologica dei contesti individuati. L’unico riferimento cronologico potevano essere in effetti solo i laterizi impiegati per la costruzione del ripiano centrale nella fornace, che misuravano tra i 29,8 e i 30,5 cm di lunghezza, tra i 12,2 e i 12,6 cm di larghezza e tra i 5 e i 5,5 di spessore: sulla base di questo dato la struttura produttiva potrebbe ricondursi ai decenni finale del XIV secolo.